ivermectina




L’Ivermectina inibisce la replicazione di SARS-CoV-2 in vitro

Un farmaco antivirale con brevetto italiano 

L’ivermectina è un farmaco antiparassitario scoperto nel 1975 

Nel 2009 i ricercatori dell’Istituto di Biofisica (Ibf) del CNR di Milano, hanno scoperto la sua proprietà antivirale e quindi la brevettano.

Eloise Mastrangelo e Mario Milani sono i ricercatori che hanno condotto la ricerca.

Studi e testimonianze 

Nell’aprile 2020, dall’Australia, arrivarono notizie che l’ivermectina ha la capacità di inibire la replicazione “in vitro” del SARS-CoV-2 entro 48 ore dall’infezione.

Lo studio di questa ricerca viene pubblicato sulla rivista scientifica Antiviral Research nel giugno del 2020.

Alcuni test condotti, dal IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria a Negrar di Valpolicella mettono in risalto che questo farmaco, riesce a ridurre, nelle cellule infette coltivate “in vitro”, la carica virale del 99,99% in 48 ore

Il Prof Bruno Cacopardo del ospedale Garibaldi Nesima di Catania dichiara: 

“Abbiamo utilizzato questo antiparassitario in quattro casi di polmoniti bilaterali tutte e quattro gravi, con pazienti soggetti ad alti flussi di ossigeno, con ossigenazione veramente carente, e dopo l’inserimento nella terapia dell’ivermectina si è registrato nell’arco delle successive 48 ore un miglioramento impressionante del quadro clinico, con importanti benefici sull’ossigenazione…”.
 




 Alessandro Santin

 Alessandro Santin, direttore dello Smilow Center di Yale University afferma:
“In Argentina gli operatori sanitari che assumevano 12 mg di ivermectina una volta alla settimana nessuno dei 788  si è ammalato di Covid contro il 58% (237) dei 407 soggetti controllo, sia quelli che l’hanno utilizzata nei malati Covid con forme più o meno gravi di infezione prevenendo l’ospedalizzazione nei pazienti trattati a domicilio o l’ulteriore aggravamento se ricoverati in ospedale”.

Il direttore aggiunge

“devo ammettere che fino a due mesi fa non ci credevo tanto nemmeno io, ma la scienza si basa sull’evidenza e le pubblicazioni sull’ivermectina danno un messaggio chiaro di attività clinica, tant’è che la sto prescrivendo ai miei pazienti con Covid e noto risposte rapide, nel giro di 24-48 ore migliorano radicalmente tutti la loro ossigenazione”




Gli studi sull’ivermectina nel mondo

Questo farmaco antiparassitario con proprietà anti-virale non è stato studiato solo in Italia.

Come già detto l’Australia è stata la prima a fare uno studio approfondito, ma anche Argentina, Bangladesh, Egitto, India,Iran, Iraq, Nigeria, Pakistan, Spagna, Turchia hanno fatto degli studi che hanno portato a queste conclusioni:

  • una riduzione del tempo fino all’eliminazione del virus
  • una riduzione della degenza ospedaliera
  • un tasso di recupero clinico superiore del 43%
  • tassi di sopravvivenza superiori dell’83%. 

Altri studi hanno dimostrato che il trattamento dei pazienti COVID-19 con ivermectina e doxiciclina  diminuiscono efficacemente il tasso di mortalità ospedaliera.

36 studi, 255 autori e più di 10.000 pazienti dimostrano che l’ivermectina riduce notevolmente la carica virale dei pazienti, in particolar modo, se viene usata all’inizio della malattia.

Università di Liverpool 

L’Università di Liverpool, nel Regno Unito, hanno esaminato 18 articoli scientifici sul farmaco, un processo noto come meta-analisi e i suoi risultati sono preliminari, ma promettenti.

I dati che dimostrano come il vermifugo ivermectina è efficace fino al 75% nel prevenire i decessi causati dal nuovo coronavirus .

Inoltre gli studi attestano l’efficacia del vermifugo nel ridurre l’infiammazione e una più rapida eliminazione del virus.



Dosi e controindicazioni dell’Invermectina

Gli studi sull’ivermectina e il Covid 19 sono moltissimi basta andare sul sito PubMed si possono trovare, a oggi, 164 studi.

Studi che hanno bisogno di conferme, ma che non mettono mai in dubbio l’inefficacia del farmaco. 

L’ivermectina è un anti virale e come tale ha delle controindicazioni, ma quale farmaco non ha controindicazioni? 

Tra le più frequenti

  • capogiri
  • tremori incontrollabili
  • fastidi al torace
  • dolore alle articolazioni
  • perdita dell’appetito
  • nausea
  • vomito
  • diarrea

La Dott.ssa Lucy Kerr in un intervista dichiara che l’uso di questo farmaco, come prevenzione, nelle dosi di 6 mg ogni 30 kg per peso corporeo è ben tollerato.

Il trattamento è per 2 giorni e si ripete dopo 15 giorni.

Inoltre dice che, se si viene a contatto con persone affette da  Covid 19, si deve assumere, nei 2 giorni consecutivi, la dose personale.
Un recente studio pubblicato su  Epub nel dicembre 2020 ha aumentato i giorni di somministrazione. 



Un ciclo di cinque giorni di ivermectina per il trattamento del COVID-19 può ridurre la durata della malattia

Abstract

È stato scoperto che l’ivermectina, un agente antiparassitario approvato dalla Food and Drug Administration statunitense, inibisce la replicazione del coronavirus 2 (SARS-CoV-2) della sindrome respiratoria acuta grave in vitro. 

È stato condotto uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo per determinare la rapidità della clearance virale e la sicurezza dell’ivermectina tra i pazienti adulti con SARS-CoV-2. 

Lo studio ha incluso 72 pazienti ospedalizzati a Dhaka, Bangladesh, che sono stati assegnati a uno dei tre gruppi: 

1) ivermectina orale da sola (12 mg una volta al giorno per 5 giorni), 

2) ivermectina orale in combinazione con doxiciclina (12 mg di ivermectina singola dose e 200 mg di doxiciclina su giorno 1, seguito da 100 mg ogni 12 h per i successivi 4 giorni) 

3) un gruppo di controllo con placebo.

I sintomi clinici di febbre, tosse e mal di gola erano comparabili tra i tre gruppi. 

La clearance virologica era precedente nel trattamento con ivermectina di 5 giorni rispetto al gruppo placebo (9,7 giorni vs 12,7 giorni; p = 0,02), ma questo non era il caso del trattamento ivermectina + doxiciclina (11,5 giorni; p = 0,27) . 

Nello studio non sono stati registrati eventi avversi gravi da farmaco. 

Un ciclo di 5 giorni di ivermectina si è rivelato sicuro ed efficace nel trattamento di pazienti adulti con COVID-19 lieve. 

Saranno necessari studi più ampi per confermare questi risultati preliminari.




Conclusioni 

Questo farmaco è nella Lista delle Medicine Essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

In questa lista compaiono i medicinali più sicuri ed efficaci di cui un sistema sanitario dovrebbe disporre.

Alla luce di tutti gli ultimi studi analizzati a Liverpool da Andrew Hill e sulla tollerabilità del farmaco è normale chiedersi:

  • Perché pochissime persone conoscono questo farmaco?
  • Perché l’Ivermectina non viene consigliata come prevenzione?
  • Perché non si trovano fondi per fare nuovi studi? 
  • Perché quasi nessuno sa chi sono i ricercatori Eloisa Mastrangelo e Mario Milani e si da spazio sui giornali e nelle televisiono a virologi che si contraddicono fra di loro?
  • Perché in data 20 maggio 2021, in piena pandemia, l’Agenzia del Farmaco autorizza la vendita del «Iverscab»? 

L’Ivermectina non è approvata nel Regno Unito e quindi, di solito, viene importata dalla Francia in compresse da 3 mg e 6 mg (Stromectol)

In Brasile è venduto come farmaco generico e il più delle volte lo si può acquistare con prescrizione medica.

La Slovacchia è la prima nazione UE che, ad inizio 2021. ha approvato l’ivermictina come profilassi e terapia per il malati di Covid-19 e da stato con un altissimo numero di malati ha visto una notevole diminuzione. 

Il costo di produzione di questa sostanza farmacologica è di 12 centesimi di euro.

Il costo di una confezione di farmaco generico con 4 compresse da 6 mg in Brasile è di R$ 20.17 al cambio attuale circa € 3.00, 3 dollari in India, 96 dollari negli Stati Uniti, in Francia Stromectol 4 cps da 3 mg costano € 14.14 

Una risposta a queste domande quindi potrebbe essere:

forse perché è decaduto il brevetto, il farmaco è un generico ha un costo irrisorio ed è più remunerante investire nella ricerca di un vaccino.

Aspettiamo quindi il vaccino nella speranza di non ammalarci, anche se c’insegnano che la prevenzione è importante perché è la base per non ammalarsi. .,




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