gas russo



La crisi energetica e l'economia italiana

La mossa a sorpresa della Russia di cambiare il pagamento del gas ha messo in crisi l’Europa.

La Russia fornisce il 40% del gas all’Europa e l’Italia importa 30 miliardi di gas all’anno.

I fornitori dell’Italia sono la Russia e per un 28% l’Algeria, che si è resa disponibile a continuare il rapporto, ma adeguerà si prezzi del mercato.

L'alternativa il GNP

Gli Stati Uniti propongono un alternativa il loro gas naturale GNL che potrebbe arrivare in Europa grazie alle navi.

Gli Stati Uniti  nel 2021 hanno prodotto 1000 miliardi di metri cubi e sono quindi i più grandi produttori mondiali di gas naturale.

Le esportazioni di gas naturale degli Stati Uniti nel 2021 sono state pari a 188 miliardi di metri cubi, di cui 87 miliardi via terra verso Canada e Messico e 101 miliardi di metri cubi di export a mezzo di navi gasiere.

L’esportazione di gas naturale degli Stati Uniti via nave raggiunga i 170 miliardi di metri cubi entro il 2024.

Le navi gasiere o GNL carrier possono trasportare  una media di 130.000/160.000  metri cubi di GPL o GNL 

Per sopperire al fabbisogno dell’Italia circa 27  miliardi italiani, bisognerebbe  fare circa 214.814 viaggi in un anno cioè 588 al giorno, le navi gasiere in tutto il mondo circa 642. 

La gasiera più grande LNG Mozah lunga 345 metri porta 266.000 m/3 della Quatar Gas 

LNG Mozah




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Le strutture in Italia

Ammesso che questo possa avvenire, poi ci sarebbe il problema di una volta arrivato in Italia, il gas deve essere portato da liquido a aeriforme e per questo servono rigassificatori per poter essere utilizzato.

I rigassificatori europei hanno una capacità pari a circa 30-35 miliardi di metri cubi/anno. 

L’Italia ha solo 2 rigassificatori uno a Livorno e l’altro a La Spezia e 1 Off shore a Rovigo che possono lavorare all’incirca 13 miliardi di metri cubi all’anno.

Per sopperire bisognerebbe costruirne degli altri ed il tempo medio è di circa 3 anni. 

Conclusioni

L’accordo firmato con gli U.S.A., prevede un aumento delle importazioni di gas naturale fino ad arrivare ad un import di 50 miliardi di metri cubi entro il 2030.

Per poter utilizzare questo si dovranno costruire nuovi rigassificatori.

Nuove navi che aumenteranno il sovraffollamento dei mari e dell’inquinamento atmosferico perché una petroliera brucia diesel arricchito di olio combustibile (dai  10.000 ai 100.000 litri/ora). 

Pertanto, come lo dimostrano i numeri, l’alternativa al gas russo è per il momento un’illusione, una notizia per mantenere le persone tranquille, se non si vuole pagare il gas russo in rubli, bisognerà iniziare a pensare un piano d’emergenza come sta facendo la Germania che porterà a fare sacrifici a tutte le persone. 




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